Presentato il 2° rapporto nazionale sul turismo en plein air

l’APC – associazione produttori caravan e camper ha presentato il rapporto 2013 sul turismo all’aria aperta. Tante le speranze e le prospettive per un settore che resiste alla grande crisi.

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APCAssociazione Produttori Caravan e Camper – ha reso noto le risultanze, nel corso di un incontro a Roma il 27 giugno, del Rapporto Nazionale sul turismo in camper e caravan. Il rapporto, realizzato anche con la collaborazione di VIVILITALIA e giunto alla seconda edizione, consente di avere una nitida fotografia dell’industria dei veicoli ricreazionali e del turismo da essi generato.

Il Rapporto (interamente scaricabile da questo link) si arricchisce quest’anno di due importanti novità: il primo Osservatorio sul turismo in camper e all’aria aperta nelle Regioni italiane, realizzato con il CISET di Venezia, e uno studio sulla sostenibilità economica, territoriale e ambientale delle aree di sosta, in collaborazione con Vivilitalia.

La presentazione del rapporto è avvenuta alla presenza di Paolo Bicci, Presidente APC – Associazione Produttori Caravan e Camper, di Valeria Minghetti, Ricercatore Senior CISETCentro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, di Stefano Landi, Vice Presidente Vivilitalia e Presidente SL&A Turismo e Territorio, di Gloria Oppici, Relazioni Esterne Fiere di Parma, e di Flavia Maria Coccia, Esperto Turismo Unioncamere.

Il documento illustra i principali dati relativi all’industria del caravanning e alla ricettività all’aria aperta in Italia.

Nonostante le difficoltà registrate a causa dal protrarsi della crisi economica continua a rimanere alto l’interesse da parte del pubblico italiano nei confronti del camper style e del viaggio en plein air.

Sono complessivamente 5,6 milioni i turisti itineranti, di cui 2,5 milioni viaggiatori esteri e più di 3 milioni gli italiani, che visitano il nostro Paese alla scoperta della ricchezza culturale, paesaggistica ed enogastronomica, tra borghi e piccoli paesi, per una spesa complessiva pari a 2,7 miliardi di euro (rispettivamente circa 49 euro e 52 euro al giorno di spesa media giornaliera pro capite). Veneto, Lombardia, Toscana e Trentino Alto Adige le principali Regioni scelte come meta dai camperisti stranieri, Croazia, Francia, Spagna, Austria e Grecia, invece, le destinazioni più amate dai turisti italiani all’estero.

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Le aree di sosta
In base ai dati relativi al 2012, le aree di sosta camper presenti al di fuori dei campeggi sono circa 2000, di cui il 69% aree attrezzate, il 18% camper service e il 13% punti di sosta non attrezzati. È il Nord Italia ad ospitare il maggior numero di aree di sosta, con il 45,1% delle aree totali, di cui 21% al NordOvest e 24,1% al Nord Est, seguito dal Centro e dal Sud, rispettivamente con il 26,5% e il 28,4%. In particolare, il Piemonte è la prima Regione per numero di aree di sosta. Più in generale, nell’ultimo anno, in Italia si è registrato un incremento delle aree di sosta, pari al 4%, con una crescita maggiore al Sud e nelle Isole.

A testimonianza del crescente interesse per la ricettività, il successo dell’edizione 2012 del Bando “I Comuni del Turismo all’Aria Aperta” – promosso da APC dal 2001 per potenziare l’offerta di aree di sosta multifunzionali, con un contributo annuale complessivo pari a 100 mila euro – che ha registrato quest’anno 135 adesioni tra Comuni ed Enti Parco e un incremento del 335% nei progetti di aree di sosta partecipanti al Bando rispetto allo scorso anno.

 
Il Rapporto 2013 si arricchisce di due importanti novità.
Sono stati presentati, infatti, irisultati del primo Osservatorio sul turismo in camper e all’aria aperta nelle Regioni italiane, un progetto, realizzato in collaborazione con il CISET-Centro Internazionale di Studi sull’Economia Turistica dell’Università Ca’ Foscari di Venezia, per monitorare l’attenzione dei territori nei confronti del turismo all’aria aperta. Alcuni dati interessanti: le Regioni con la più alta capacità di attrarre camperisti e caravanisti risultano Marche, Sardegna e Veneto, mentre le Regioni che si contraddistinguono per la quantità e la qualità delle strutture ricettive en plein air sono Marche, Puglia, Abruzzo, Toscana e Valle D’Aosta. In particolare, le Marche ottengono i risultati migliori in base a tutti gli indicatori dell’indagine condotta dal CISET: è il territorio che ha investito di più in questa speciale modalità turistica, sia in termini di offerta dedicata ai turisti che di domanda sul territorio regionale.

Altra importante novità di quest’anno è lo studio, realizzato in collaborazione con la società Vivilitalia, sulla sostenibilità economica, territoriale e ambientale delle aree di sosta camper confrontate con altre strutture ricettive. Da questa ricerca emerge come, nonostante lacarenza di strutture ricettive in Italia, investire in aree camper multifunzionali e integrate con il territorio sia oggi una vantaggiosa opportunità per Comuni che operatori privati. Un esempio concreto in termini economici: l’investimento medio calcolato per la realizzazione di un’area di sosta con 40 piazzole è di 267mila euro (con 22.500 euro in media all’anno per la gestione e 77.100 euro di ricavi su base annua). In quest’ultimo caso, i costi sono ammortizzabili in 5 anni e mezzo, a fronte di 9 anni per un B&B e 23 per un albergo. Un’area di sosta con 40 è poi in grado di generare un giro d’affari sul territorio, in un anno di attività, pari a circa 470 mila euro.

“Attraverso lo studio sulla sostenibilità economica, territoriale e ambientale di un’area di sosta” – ha dichiarato Stefano Landi, Vice Presidente di Vivilitalia – “abbiamo voluto porre l’attenzione sui benefici derivanti dalla realizzazione di una struttura ricettiva dedicata ai camperisti, ai caravanisti e sulle ricadute positive sui territori circostanti, non solo in termini d’indotto economico. Investire in un’area di sosta, considerato il basso impatto ambientale di questa struttura, significa, soprattutto per le località della piccola grande Italia, promuoverne e valorizzarne l’identità, offrendo un’opportunità di differenziazione e destagionalizzazione della propria offerta turistica”.

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